| Luca's profileLuca LombardoPhotosBlogLists | Help |
Luca Lombardoil mio blog pubblico www.lucalombardo.ilcannocchiale.it May 23 A 16 ANNI DALLA TUA SCOMPARSA ANCORA GRAZIEGiovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992) May 19 http://tempodiriforme.blogspot.comHo iniziato una nuova iniziativa editoriale (:-D) http://tempodiriforme.blogspot.com.
Se qualcuno di voi volesse partecipare ne sarei felicissimo. February 24 Democrazia e libertàSono alcuni giorni che penso ai concetti di democrazia e di libertà. E da questi spunti sono affiorate alcune riflessioni. Secondo le parole di Abraham Lincoln the democracy is the government of the people, by the people, for the people. Questa massima, forse più di altre, riflette il senso della Democrazia, quale sistema, del popolo, che nasce, vive e si concretizza dal popolo, per il popolo, o meglio, per il bene del popolo (altrimenti devierebbe verso il populismo). Il popolo propaga sovranità, ma allo stesso tempo esso è il destinatario dell’esercizio di questa sovranità. E’ questa la magia della democrazia. La possibilità data a tutti i cittadini di poter esprimere ragionevolmente la propria preferenza sul futuro, sapendo di essere giudici delle proprie decisioni. Ma per funzionare questo sistema necessità di un elemento essenziale: la libertà. Senza la libertà è impossibile esercitare il proprio diritto a decidere del proprio futuro e quello dei propri discendenti. L’assenza di libertà mette paura, e la paura priva l’uomo della ragione. Dunque un paese è tanto più democratico quanto i suoi cittadini sono liberi. Si può dire a questo punto che l’Italia sia un paese democratico? Certo. Votiamo molto più delle altre nazioni, ma questo basta? No. Perché siamo un popolo che ha paura. Ha paura del domani. Ed abbiamo paura perché non siamo liberi. Non siamo LIBERI di avere una casa, di fare una famiglia, di vivere in un paese sicuro, di accedere ai mezzi di comunicazione, di esercitare il nostro credo religioso, di poter studiare e dedicare la propria vita alla ricerca. Immaginiamo uno Stato che dia un lavoro a tutti quelli che lo vogliano, ma senza lasciare a questi alcuna discrezionalità nella scelta. Certamente questo Stato darebbe ai cittadini un diritto al lavoro, sicuramente no una libertà di lavorare. Non so quale partito vincerà le prossime elezioni. Certamente mi piacerebbe che fosse il Partito Democratico. Ma qualunque sarà il prossimo governo mi piacerebbe che si impegni a rendere tutti un po’ più democratici, un po’ più liberi. La sicurezza, la vita, il lavoro, l’accesso alle informazioni, la famiglia, la religione, lo studio e la ricerca sono da sempre definiti come diritti. Ma i diritti presumono il riconoscimento degli altri delle posizioni di vantaggio. Da parte degli altri cittadini - in una concezione individualista – o da parte dello Stato - in una più statualista. Ma queste che i ritengono libertà devono vivere a prescindere dal riconoscimento, dalla concessione. Ed è questo che non ci rende liberi. Ciò ci rende soggetti ad altri. Ci rende schiavi. Immaginiamo uno Stato che dia un lavoro a tutti quelli che lo vogliano, ma senza lasciare a questi alcuna discrezionalità nella scelta. Certamente questo Stato darebbe ai cittadini un diritto al lavoro, sicuramente no una libertà di lavorare. E credo che in pochi sarebbero contenti di questo diritto. Vorrei che le situazioni che prima ho elencato fossero libertà che si riconoscono a tutti in quanto cittadini a prescindere dalla propria condizione sociale di partenza. Ciò ci renderebbe più liberi, e perciò anche più democratici. January 24 Lettera del comitato referendario al Capo dello Stato. Diffondete il più possibile.
Non spetta a noi valutare i profili costituzionali della crisi politica e tanto meno suggerire possibili soluzioni alle forze politiche o, addirittura, al Capo dello Stato. Ci permettiamo solo di sottoporre alla sua attenzione la circostanza che, considerato lo stato di avanzamento del procedimento referendario, solo poche settimane ci potrebbero separare dallo svolgimento del referendum se esso fosse indetto in una delle prime date utili. E che nulla impedirebbe immediatamente dopo, ricorrendo i presupposti costituzionali, che si desse luogo allo scioglimento delle Camere, per il quale, com'è ovvio, non valgono i limiti che invece graverebbero sul referendum se lo scioglimento intervenisse prima del suo svolgimento. Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato Promotore dei Referendum January 22 Crisi di governo
|
|
||||
|
|